Classico Futuro di Giuliano Giuman

Classico Futuro di Giuliano Giuman

Con ben quarantasei opere, la mostra “Classico Futuro” segna il ritorno dell’artista Giuliano Giuman all’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”, che dell’antica istituzione è stato direttore dal 2009 al 2012. L’esposizione, a cura del professor Aldo Iori, docente di Storia dell’arte contemporanea, e di Giovanni Manuali, Conservatore dei Beni dell’Accademia, è stata presentata dall’artista, insieme al Direttore dell’Accademia, Emidio De Albentiis, e Giovanni Manuali, Conservatore dei Beni, nella biblioteca della “Vannucci”. Ventotto opere sistemate nella nuova Aula Magna dell’Ercole Farnese e sedici nel Musa, il Museo dell’Accademia, che offrono un’interessante riflessione sul concetto del Classico oggi e sulle modalità che un artista contemporaneo adotta per relazionarsi con opere che portano la testimonianza dell’arte del passato. Infatti, i soggetti di partenza delle opere di Giuman sono le foto dei calchi o di altre opere presenti nelle collezioni dell’Accademia: la Venere di Milo, le Tre Grazie canoviane, il Pastorello di Thorvaldsen, lo Sposalizio della Vergine di Vicar e molte altre.

“A queste memorie del classico presenti nel museo – scrive Aldo Iori nel saggio in catalogo -, l’artista contrappone un proprio segno pittorico intervenendo con gestualità cromatiche fortemente espressive. L’azione crea pluridimensionalità a contrasto con la bidimensionalità del supporto fotografico delle immagini che segnano una fissità atemporale rispetto al succedersi dinamico della pittura. I colori delle pennellate, le velature, le macchie cromatiche non operano cancellazioni, ma sovrapposizioni e giustapposizioni di piani nei quali le immagini paiono sospese in inedite spazialità”. Nella Nuova aula Magna dell’Ercole Farnese, recentemente restaurata e aperta al pubblico, Giuliano Giuman colloca un’altra serie di “Classico Futuro”, sostanzialmente simile a quella esposta al MUSA, ma qui accresciuta da due differenti situazioni di illuminazione che si alternano – la luce diurna e la retroilluminazione della tela – che evidenziano le trasparenze cromatiche, i riflessi, i cangiantismi e i bagliori della pittura che si abbina alla fotografia. Durante l’apertura della mostra si terrà anche un incontro con gli studenti dell’Accademia aperto al pubblico. Nel chiostro dell’Accademia è possibile, inoltre, ammirare l’opera in vetro “Riflessi” (2015) di Giuliano Giuman, collocata in permanenza come le opere di Sol LeWitt, Beverly Pepper e Bizhan Bassiri.

Il catalogo, stampato con tecnologia “Happy touch”, quindi antibatterico e antifungino, è edito da Fabrizio Fabbri Editore e presenta i saggi dei curatori, la documentazione di tutte le opere in mostra e la bibliobiografia dell’artista.

La mostra, che si avvale di un sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e del patrocinio della Provincia e del Comune di Perugia, fornisce l’occasione di visitare parte del patrimonio dell’Accademia costituito da 430 dipinti, 12.000 disegni, 6.300 incisioni e da 600 gessi tra i quali si distinguono il gigantesco Ercole Farnese, Il pugilatore Damòsseno, Amore e Psiche e Le Tre Grazie di Antonio Canova, gesso originale donato dall’artista, Il Laocoonte, Il Pastorello di Bertel Thorvaldsen. Fra i dipinti spiccano Autoritratto con pappagallo di Mariano Guardabassi e quadri di Annibale Brugnoli, Domenico Bruschi, Armando Spadini, Gerardo Dottori, Mario Mafai e Alberto Burri.

L’esposizionerimarrà aperta fino all’8 novembre 2020 in orario di apertura del MUSA, quindi il giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle  11 alle 13  e  dalle 15 alle 18 (o su appuntamento al 3404778575). L’ingresso è libero nell’Aula dell’Ercole Farnese e con biglietto nel Museo.

Per info:

Accademia di Belle Arti di Perugia, 075 5730632 E-mail: biblioteca@abaperugia.org

Sistema Museo 075 5721009 email: perugia@sistemamuseo.it

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