La Rocca Albornoziana di Spoleto

La Rocca Albornoziana di Spoleto

La Rocca Albornoziana di Spoleto si erge con un’estensione di mezzo ettaro sul colle Sant’Elia nel luogo dove nel Duecento sorgeva un convento francescano. Il documento con il quale il cardinale spagnolo Egidio Albornoz, legato e vicario generale dello Stato pontificio con poteri straordinari, affidò la soprintendenza dei lavori al celebre architetto eugubino Matteo di Giovannello Gattapone, è datato 2 aprile 1362, sebbene i lavori avessero visto l’avvio fin dal 1359.  
La costruzione della Rocca venne accolta favorevolmente dagli spoletini, che volevano riscattarsi dal dominio di Perugia e, infatti, l’avvio dei lavori coincise emblematicamente con la demolizione della fortezza innalzata dai perugini presso Porta Fuga, le cui pietre vennero reimpiegate nell’edificazione della Rocca.
Primo a risiedervi fu Gomez Albornoz, nipote del cardinale, quale rettore di Spoleto. Ospitò papi e cardinali e fu la sede dei rettori della città fino al 1764, quando decisero di trasferire la loro residenza in città.

Da quel momento la struttura mutò ripetutamente destinazione d’uso, divenendo prima alloggiamento per le truppe, poi, nel 1817, carcere; quindi fu impiegata come fortezza contro i piemontesi, finché capitolò il 17 settembre 1860. Con il neonato governo italiano la Rocca assolse nuovamente alle funzioni di penitenziario e le mantenne fino al 1983.

Dopo attenti e impegnativi restauri, ospita oggi il Museo nazionale del Ducato di Spoleto.

La Rocca, protetta da una cinta muraria che coincide in parte con la cinta urbica romana, ha una pianta rettangolare (133×33 metri) e presenta due cortili e sei torri collegate da camminamenti. L’ingresso principale ad arco a tutto sesto è vigilato da due torri e conduce al Cortile d’onore, dove si trovavano l’appartamento del governatore e il salone d’onore ricco di affreschi. Sull’architrave del pozzo rinascimentale,  situato al centro del cortile e fiancheggiato da due pilastri con mensole, è scolpito lo stemma di papa Niccolò V. Il Cortile delle armi è invece incluso tra il corpo trasversale, quattro torri e i relativi camminamenti. All’interno della torre maestra i restauri hanno riportato alla luce la Camera pinta, affrescata tra il 1392 e il 1416 con scene di argomento cortese e cavalleresco.

La Rocca Albornoziana di Spoleto è protagonista di un progetto di promozione, Dalla Rocca alla roccia, pensato per scoprire la città di Spoleto e la sua montagna in maniera immersiva, innovativa, agevolata e multilingua.

Attraverso la creazione di un centro multimediale proprio all’interno della Rocca albornoziana e di percorsi tematici con l’ausilio della realtà aumentata, il progetto – di cui è partner il Circuito Umbrex, mira a offrire un’esperienza turistica senza eguali, accessibile a tutti e più consapevole.
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