MESTIERI ANTICHI NEI BORGHI UMBRI

MESTIERI ANTICHI NEI BORGHI UMBRI

Mestieri antichi da riscoprire e tramandare. Il lavoro manuale che diventa vera e propria arte nella cerami-ca di DERUTA e nei preziosi orditi di PANICALE. La pesca a PASSIGNANO SUL TRASIMENO e gli altri borghi del lago, si trasforma in memoria insieme agli altri saperi artigianali, perpetrati nel museo della memoria di PACIANO.

L’ARTE DELLA CERAMICA A DERUTA

Già entrando a Deruta e osservando le decorazioni, i fregi e gli inserti di ceramica che pervadono mura e strade del borgo, ci si rende conto di quanto l’arte della ceramica sia pervasiva di queste contrade. Basti pensare che la parte sud di questo comune che presidia il fiume Tevere è dominata da una stella in cerami-ca che, impiantata nel terreno come un meteorite caduto dal cielo, rappresenta una figura femminile. In-corniciata da prunus dai colori saturi, da essa si dipartono numerose stradine laterali dai nomi suggestivi che testimoniano una tradizione vecchia di secoli. In queste strade possiamo trovare ancora le botteghe ar-tigiane, intrise di atmosfere antiche e pullulanti di oggetti in quella tipica maiolica famosa in tutto il mondo. Non mancano fabbriche e laboratori in cui, oltre a perpetrare la tradizione, si sperimentano soluzioni inno-vative dal design moderno. Oltre a due scuole di arte ceramica, l’Istituto Statale d’Arte Alpinolo Magnini e la Scuola d’Arte Ceramica Romano Ranieri, la città ospita e il Museo regionale della Ceramica, che raccoglie una ricchissima esposizione di manufatti. Il museo è situato nel complesso conventuale di San Francesco, dove il pavimento della chiesa rappresenta uno degli esempi più noti e importanti di ceramica derutese.

PANICALE E L’ARS PANICALENSIS

A Panicale, la bellissima terrazza umbra da cui si scorge il lago Trasimeno, si tramanda da anni la famosa Ars Panicalensis, tecnica di ricamo su tulle ideata nel dopoguerra da Anita Belleschi Grifoni che, creando una scuola-laboratorio, permise alle donne della zona di trovare in quest’arte una fonte di sostentamento, in-fluendo positivamente sull’economia delle famiglie rurali dell’epoca.

Oggi il ricamo su tulle continua a vivere sia nella sua forma tradizionale, sia nelle varie rivisitazioni, e viene spesso reinterpretato dando vita a soluzioni più innovative e moderne.

I manufatti sono molto apprezzati e ricercati da personaggi pubblici e stilisti e il marchio registrato Ars Pa-nicalensis – Ricamo su Tulle di Panicale sta provando a ricavarsi uno spazio di prestigio nel settore della mo-da e delle produzioni tessili di nicchia.

Da visitare il Museo del Tulle, sito in Pizza R. Margherita, tra le mura della cinquecentesca Chiesa di S. Ago-stino, dove sono esposti numerosi manufatti recuperati dalle famiglie del paese o scovati all’interno di al-cune chiese del territorio. A settembre si svolge a Panicale l’evento Fili in Trama, Mostra Mercato Interna-zionale del Merletto e del Ricamo, una mostra mercato itinerante che si snoda lungo le vie del borgo, coin-volgendo espositori e scuole di ricamo umbre.

PESCA DI LAGO E IMBARCAZIONI ANTICHE A PASSIGNANO SUL TRASIMENO

Sul lago Trasimeno come si può facilmente immaginare, antico e nobile è il mestiere del pescatore che pur avendo raffinato nel tempo strumenti e imbarcazioni, si ispira ancora oggi a tecniche antiche. Un tempo pro-dotte artigianalmente dalle donne, oggi in nylon, più leggere e maneggevoli, le principali reti utilizzate riman-gono il tofo e l’altana. La prima, il tofo è un tipo di nassa, una grande struttura montata a forma di imbuto at-traverso circonferenze concentriche e gradualmente di raggio minore verso le quali i pesci e soprattutto le an-guille, sono guidati da reti verticali. L’altana, invece, è una rete verticale con una misura delle maglie variabile secondo la tipologia di pesce da catturare. Essa è mobile e resta in acqua solo per intervalli di poche ore duran-te il giorno per una pesca definita volante. Vi è infine il sistema della fila ancora utilizzato nel Trasimeno e che prevede una lunga lenza provvista di ami con piccoli pesci come esche che viene lasciata sul fondo del lago so-prattutto per la pesca alle anguille.

Grande importanza nella pesca assumono da sempre le imbarcazioni e a Passignano sul Trasimeno, presso il Museo delle Barche, è possibile ammirare una serie di imbarcazioni tradizionali del Trasimeno. Il museo, Cen-tro di Documentazione sulle Imbarcazioni Tradizionali delle Acque Interne Italiane, nasce da un progetto

dell’Atlante Linguistico dei Laghi Italiani (ALLI) e conserva imbarcazioni tradizionali non solo del Trasimeno, ma di molti laghi italiani.

A PACIANO LA TUTELA DEGLI ANTICHI SAPERI ARTIGIANALI

Paciano custodisce, nel cuore del centro storico all’interno del seicentesco Palazzo Baldeschi, un museo atipi-co il cui obiettivo è quello di mettere in scena un ricco patrimonio fatto di memorie, di ricordi, di testimonianze sul saper fare artigiano.

TrasiMemo è un progetto innovativo nato per dare visibilità agli antichi mestieri e saperi artigianali, attraverso le forme espositive che caratterizzano la museografia etnografica contemporanea basata sul racconto delle persone attraverso le loro storie e utilizzando gli oggetti come supporto al racconto.

Entrando nella sala del museo, i rumori tipici delle lavorazioni introducono i visitatori nelle realtà artigiane sol-lecitando l’udito; luci calde accompagnano i loro passi e attirano l’attenzione su dettagli mai scontati. Si ha l’impressione di attraversare un archivio dove sono contenuti documenti di vario genere divisi nei quattro am-biti principali: lavorazione di ferro e metalli, legno, cotto e tessile.

Aprendo i cassetti delle quattro scrivanie che si trovano all’ingresso, si possono ammirare veri e propri teso-ri: un tombolo per il ricamo, fili colorati, fusi, pinze, lime, pialle e poi ancora disegni, colori e maioliche. Tutto il sapere della tradizione artigiana condensato in piccoli oggetti dal forte potere evocativo. E poi c’è lo schedario, pieno di volti di chi il mestiere lo fa ancora e con passione o di chi vorrebbe passare il testimone a validi eredi dalle mani d’oro. Proprio questi artigiani sono i protagonisti dei tanti racconti che animano le pareti di TrasiMemo nonché i fornitori del materiale custodito nella Banca della Memoria; fautori di molte delle opere che ancora fanno parte dell’arredo urbano del borgo, sono anche gli animatori dei laboratori organizzati dal museo.

Insomma, un museo alternativo che in cui non si ammirano opere d’arte ma frammenti della nostra storia.

by AboutUmbria Magazine

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